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MONTE MAESTRO
il risultato di una tradizione artistica che si è mantenuta fino ai giorni nostri

Cronaca di una famiglia di nome Bergmeister

La creatività e lo spirito di innovazione di Ivo Bergmeister, attuale titolare della ditta MonteMaestro non sorprende,  se si volge uno sguardo al passato.

Fu nell’inverno del 1906 che suo bisnonno, Mattias Bergmeister diede inizio a una tradizione artistica mantenutasi fino ad oggi, progettando il giocattolo in legno “cachelorum”, la cui produzione richiede tuttora particolare abilità nella lavorazione del legno. Mattias Bergmeister fu visionario nell’intento di preservare la centenaria arte scultorea gardenese adottando tecniche moderne. La sua esigenza di vedere la sua produzione artistica in continua evoluzione si è preservata nel tempo e ha lasciato le sue tracce con opere poco convenzionali e di rara bellezza.

Questa visione non è mai tramontata; nemmeno durante gli anni di guerra

La Prima guerra mondiale paralizzò l’economia dell’intera vallata. Negli anni del dopoguerra ci furono lievi segnali di ripresa, ma di fatto, molti artigiani furono costretti ad abbandonare il loro mestiere, tranne Mattias Bergmeister. Egli infatti acquistò la fabbrica di giocattoli “Spissegg” assieme al mulino e alla falegnameria da Josef Schenk, che emigrò in Argentina.

Fu un atto di coraggio, resistenza e accortezza, visto che la fabbrica avrebbe dovuto assicurare per suo figlio ancora minorenne Franz, un avvenire nella tradizione familiare.

Franz Bergmeister, il nonno di Ivo, si è reso benemerito dell’eredità paterna, in quanto   falegname dotato di particolare abilità e spirito d’innovazione che già allora praticava la tecnica dell’impiallacciatura.

La seconda guerra mondiale causò ulteriori stragi e vittime. Fra queste ci fu anche Franz Bergmeister, che fu ucciso nell'anno 1944; Franz Bergmeister aveva 38 anni e lasciò la moglie con 5 figli piccoli.

Il figlio maggiore, Franz, chiamato “Franzl”, padre di Ivo Bergmeister, dovette quindi assumersi la responsabilità di seguire le orme di suo padre.   

L’avvio di un settore comporta ripresa e benessere

Terminato l’apprendistato, Franzl Bergmesiter dovette rendersi conto che da un punto di vista tecnico, la sua falegnameria non era certo all’avanguardia. La mancanza di capitale fece sì che dovette accettare un impiego presso importante ditte gardenesi per guadagnarsi il pane quotidiano.

Era incominciata l’era della produzione in serie tramite pantografi (fresatrici per il legno) dando un impulso determinante all’economia locale.

La visione del nonno non era del tutto sopita e Franzl fu in grado di farla rinascere

Il bisogno incessante di sviluppare ulteriormente i prodotti e la tecnica di  lavorazione portò Franzl in una situazione di conflitto. “Perché continuare con lo stesso sistema di lavorazione, se si può fare meglio?” Il giovane Franzl non voleva darsi per vinto.

Fu cosí che nel 1967 si mise in proprio come scultore a pantografo. L’impiego di macchinari facilitò il processo di lavorazione, ma le esigenze artigianali rimasero invariate. Un intagliatore di scarsa qualità rimaneva tale anche con l’aiuto della fresatrice. Franzl Bergmeister si adoperò anche nel campo tecnico, dando un contributo di rilievo alla tecnica evoluta dei pantografi attuali.

Riallacciandosi alla visione dei suoi antenati, ha dimostrato che la vera innovazione nasce dalla simbiosi tra il  tradizionale e il nuovo. Ecco che viene spianata la strada per portare avanti l’eredità della famiglia Bergmeister.

Attualmente,

Ivo Bergmeister si è addossato la responsabilità di portare avanti una tradizione familiare, incominciata un secolo fa’. Questo compito lo riempie di orgoglio, in quanto è conscio di tramandare una visione ancestrale ai suoi discendenti.

La storia non si arresta

Terminata la scuola d’Arte a Ortisei, Ivo incominciò un addestramento da falegname conseguendo il titolo di maestro nel 1994. Fu in questo modo che ottenne l’abilitazione ad assumere le redini delll’azienda familiare.

Questa posizione gli ha dato la possibilità di fare propria la visione dei suoi antenati riportando alla luce il “cachelorum”, la cui storia e maestria artigianale che comporta sarebbero cadute nell’oblio. Anche l’esigenza d’innovazione non è venuta meno. Ivo infatti ne ha dato prova con la “linea egiziana”. In questo caso la tradizione secolare della scultura gardenese incontra la storia e la mitologia egiziana creando sculture di straordinaria bellezza come il Tutankhamon, esposto al Museum of Modern Art a Philadelphia.   

L’impulso creatore di Ivo trapela egualmente nel suo impegno presso l’associazione Gardena Art che dal 1988 raggruppa i produttori di sculture in legno gardenesi. La sua lealtà e inventiva sono particolarmente preziose e apprezzate dai suoi colleghi.

Chi vivrà vedrà con quali pietre miliari Ivo riuscirà a portare avanti la storia della sua famiglia, lasciando un’eredità impagabile ai suoi discendenti.

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